[1]Il militare, che offende l'onore o il decoro di altro militare presente, e' punito, se il fatto non costituisce un piu' grave reato, con la reclusione militare fino a quattro mesi.

[2]Alla stessa pena soggiace il militare, che commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa.

[3]La pena e' della reclusione militare fino a sei mesi, se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato.

Testo vigente dal 6 maggio 1941

Corte costituzionale

3 pronunce hanno deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Sentenza n. 215/2017

    Questione infondata
    12 ottobre 2017

    Non è accolta l'eccezione di inammissibilità - per carente descrizione delle fattispecie di causa e conseguente difetto di motivazione sulla rilevanza - delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 226 cod. pen. mil. di pace, nella parte in cui sottopone a sanzione penale condotte del tutto estranee al servizio o alla disciplina militare o, comunque, non afferenti a interessi delle Forze armate dello Stato. Dalle ordinanze di rimessione emerge non solo l'espressa qualificazione dei fatti come astrattamente riconducibili al reato militare di ingiuria previsto dalla norma censurata, ma anche la circostanza che le affermazioni asseritamente ingiuriose non sono collegate al servizio e alla disciplina militare.

    Art. 226 Codici penali militari di pace e di guerra · Art. 3 cost. · Art. 52 cost.

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  • Ordinanza n. 186/2001

    Questione infondata
    8 giugno 2001

    Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 226 e 229 del codice penale militare di pace, in relazione all'art. 260 del medesimo codice, nella parte in cui non prevedono che i reati, rispettivamente, di ingiuria e di minaccia commessi da un militare in danno di altro militare siano puniti, oltre che a richiesta del comandante del corpo o di altro ente superiore da cui dipende il militare colpevole, anche a querela della persona offesa. L'istituto della querela, infatti, non è compatibile con i reati militari, a causa dell'offesa che essi recano alla disciplina e al servizio, e dunque ad un interesse eminentemente pubblico. - Nello stesso senso, v. ordinanze n. 410/2000, n. 562/2000. M.R.

    Art. 226 Codici penali militari di pace e di guerra · Art. 229 Codici penali militari di pace e di guerra · Art. 260 Codici penali militari di pace e di guerra · Art. 3 cost.

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  • Sentenza n. 298/1995

    Illegittimità dichiarata
    6 luglio 1995

    La denuncia degli artt. 226, 229, 223 e 222 c.p.m.p., in quanto, ciascuno in combinato disposto con l'art. 37, primo comma, dello stesso codice, comporterebbero l'attribuzione del carattere della militarità, e l'attrazione alla giurisdizione militare, anche a reati sostanzialmente comuni - quali i fatti di ingiuria, o minaccia, o percosse, o lesione personale fra militari, commessi al di fuori delle condizioni in cui i comportamenti dei militari rilevano per la disciplina militare amministrativa (art. 5, terzo comma, l. n. 382 del 1978) -, ancorché privi di interesse per l'ordinamento militare, e perciò da assegnare al giudice penale ordinario e al regime giuridico del reato comune, non si da' carico dei profili dell'offesa a quei plurimi beni giuridici insiti nei presidi penalistici impugnati. Il legislatore è infatti libero di scegliere il "tipo" di illecito, militare o comune, purché osservi il canone della ragionevolezza, che nella specie non è stato violato, perché i reati militari denunciati tutelano, oltre quelli comuni posti a protezione della persona, anche altri beni giuridici. È del pari riservato al libero e discrezionale apprezzamento del legislatore stabilire quando questi altri interessi non ricorrano e quando per i militari debba procedersi con fattispecie comuni e tribunali ordinari, soprattutto qualora si prospettino diverse possibili soluzioni, perché variabili in rapporto alla percezione dell'offesa. (Inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale del combinato disposto dell'art. 37, primo comma, del codice penale militare di pace, in relazione, disgiuntivamente, agli artt. 226, 223, 229 e 222 dello stesso codice, sollevate alcune in relazione agli artt. 3 e 103 Cost., ed una in relazione agli artt. 3 e 25 Cost.). - In ordine alla definizione di reato militare, contenuta nell'art. 37 c.p.m.p., v. S. n. 87/1980. red.: A. Greco

    Art. 90 Codici penali militari di pace e di guerra · Art. 27 Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale · Art. 37 Codici penali militari di pace e di guerra · Art. 3 cost.

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Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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urn:nir:stato:regio.decreto:1941-02-20;303~art226 · fonte del testo