[1]Il militare, che percuote altro militare, se dal fatto non deriva una malattia nel corpo, o nella mente, e' punito con la reclusione militare fino a sei mesi.

[2]Tale disposizione non si applica, quando la legge considera la violenza come elemento costitutivo o come circostanza aggravante di un altro reato.

Testo vigente dal 6 maggio 1941

Corte costituzionale

3 pronunce hanno deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 224/1997

    Questione infondata
    3 luglio 1997

    Manifesta infondatezza della questione, già dichiarata manifestamente infondata. - O. n. 396/1996. red.: G. Leo

    Art. 222 Codici penali militari di pace e di guerra · Art. 260 Codici penali militari di pace e di guerra · Art. 2 cost. · Art. 3 cost.

    Leggi la pronuncia
  • Ordinanza n. 431/1995

    Questione inammissibile
    12 settembre 1995

    Manifesta inammissibilità delle questioni, in difetto di nuove o diverse argomentazioni, in quanto, come già deciso dalla Corte, implicanti scelte discrezionali di esclusiva competenza del legislatore. - S. n. 298/1995. red.: A. Greco

    Art. 37 Codici penali militari di pace e di guerra · Art. 223 Codici penali militari di pace e di guerra · Art. 224 Codici penali militari di pace e di guerra · Art. 222 Codici penali militari di pace e di guerra

    Leggi la pronuncia
  • Sentenza n. 298/1995

    Illegittimità dichiarata
    6 luglio 1995

    La denuncia degli artt. 226, 229, 223 e 222 c.p.m.p., in quanto, ciascuno in combinato disposto con l'art. 37, primo comma, dello stesso codice, comporterebbero l'attribuzione del carattere della militarità, e l'attrazione alla giurisdizione militare, anche a reati sostanzialmente comuni - quali i fatti di ingiuria, o minaccia, o percosse, o lesione personale fra militari, commessi al di fuori delle condizioni in cui i comportamenti dei militari rilevano per la disciplina militare amministrativa (art. 5, terzo comma, l. n. 382 del 1978) -, ancorché privi di interesse per l'ordinamento militare, e perciò da assegnare al giudice penale ordinario e al regime giuridico del reato comune, non si da' carico dei profili dell'offesa a quei plurimi beni giuridici insiti nei presidi penalistici impugnati. Il legislatore è infatti libero di scegliere il "tipo" di illecito, militare o comune, purché osservi il canone della ragionevolezza, che nella specie non è stato violato, perché i reati militari denunciati tutelano, oltre quelli comuni posti a protezione della persona, anche altri beni giuridici. È del pari riservato al libero e discrezionale apprezzamento del legislatore stabilire quando questi altri interessi non ricorrano e quando per i militari debba procedersi con fattispecie comuni e tribunali ordinari, soprattutto qualora si prospettino diverse possibili soluzioni, perché variabili in rapporto alla percezione dell'offesa. (Inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale del combinato disposto dell'art. 37, primo comma, del codice penale militare di pace, in relazione, disgiuntivamente, agli artt. 226, 223, 229 e 222 dello stesso codice, sollevate alcune in relazione agli artt. 3 e 103 Cost., ed una in relazione agli artt. 3 e 25 Cost.). - In ordine alla definizione di reato militare, contenuta nell'art. 37 c.p.m.p., v. S. n. 87/1980. red.: A. Greco

    Art. 90 Codici penali militari di pace e di guerra · Art. 27 Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale · Art. 37 Codici penali militari di pace e di guerra · Art. 3 cost.

    Leggi la pronuncia

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Versioni nel tempo

Di questo articolo abbiamo una versione sola

Le versioni storiche sono pubblicate solo per alcune raccolte di atti, e quella da cui viene questo atto non è fra quelle. Stiamo recuperando la multivigenza atto per atto: quando arriva, qui compare la storia completa con le date.

urn:nir:stato:regio.decreto:1941-02-20;303~art222 · fonte del testo