Art. 192 c.p.p. — Valutazione della prova

Il giudice valuta la prova dando conto nella motivazione dei risultati acquisiti e dei criteri adottati. L'esistenza di un fatto non puo' essere desunta da indizi a meno che questi siano gravi, precisi e concordanti. Le dichiarazioni rese dal coimputato del medesimo reato o da persona imputata in un procedimento connesso a norma dell'articolo 12 sono valutate unitamente agli altri elementi di prova che ne confermano l'attendibilita'. La disposizione del comma 3 si applica anche alle dichiarazioni rese da persona imputata di un reato collegato a quello per cui si procede, nel caso previsto dall'articolo 371 comma 2 lettera b).

Testo vigente dal 24 ottobre 1988

Corte di cassazione

1 pronuncia che riguarda l’art. 192 c.p.p., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 18827/2026

    9 giugno 2026

    La natura sostanzialmente penale delle sanzioni per abuso di informazioni privilegiate non impedisce l'utilizzo della prova presuntiva, perché la prova indiziaria - fondata per definizione su un processo induttivo governato dal criterio probabilistico in conformità a massime di comune esperienza - è ammessa anche nel processo penale, con gli stessi requisiti richiesti dall'art. 2729 c.c., senza che l'inferenza del fatto ignoto richieda un legame di necessità assoluta ed esclusiva, essendo sufficiente il criterio della ragionevole probabilità, fondato sulle regole di esperienza conformi all'id quod plerumque accidit.

    Art. 192 c.p.p. · Art. 184 Testo unico intermediazione finanziaria · Art. 2727 c.c. · Art. 2729 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 81

Tutte le 112 massime su questo articolo nel Massimario, con la Corte costituzionale

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegna di giugno 2026 (sito della Corte).

Corte costituzionale

5 pronunce hanno deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Sentenza n. 21/2017

    Illegittimità dichiarata
    26 gennaio 2017

    L'oggetto della questione di legittimità costituzionale degli artt. 197-bis, commi 3 e 6, e 192, comma 3, cod. proc. pen., sollevata dal Tribunale di Macerata in riferimento all'art. 3 Cost., deve essere limitato ai soli citati commi dell'art. 197-bis, e in particolare al comma 6, poiché le censure del rimettente non investono la regola di giudizio contenuta nell'art. 192, comma 3, sulla valutazione delle dichiarazioni delle persone imputate in un procedimento connesso, ma esclusivamente l'applicabilità di tale regola alle dichiarazioni dei testimoni assistiti per effetto del rinvio operato dall'art. 197-bis, comma 6.

    Art. 197-bis c.p.p. · Art. 192 c.p.p. · Art. 27 Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale

    Leggi la pronuncia
  • Ordinanza n. 405/2002

    Questione infondata
    25 luglio 2002

    Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 273, comma 1-bis, e 192, commi 3 e 4, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, nella parte in cui non prevedono che, in caso di accertata sottoposizione a minaccia della persona informata dei fatti, affinché non renda dichiarazioni ovvero dichiari il falso, il giudice possa valutare le dichiarazioni precedentemente rese dalla stessa senza applicare la regola dettata dal predetto art. 192, commi 3 e 4, alla stregua della quale esse sono valutate "unitamente agli altri elementi di prova che ne confermano l'attendibilità". Infatti le dichiarazioni accusatorie acquisite in forza dell'art. 500, comma 4, cod. proc. pen. - evocato quale 'tertium comparationis' - non sono affatto sottratte (come erroneamente reputato dal rimettente) alle regole generali sulla valutazione della prova, sicché non è riscontrabile alcuna disparità di trattamento tra fase delle indagini e dibattimento, in punto di valutazione delle dichiarazioni accusatorie rese dall'indagato in procedimento connesso o di reato collegato "coartato".

    Art. 273 c.p.p. · Art. 192 c.p.p. · Art. 3 cost. · Art. 371 c.p.p.

    Leggi la pronuncia
  • Ordinanza n. 302/2001

    Questione inammissibile
    25 luglio 2001

    Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 192, comma 2, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 13 e 111 della Costituzione, in quanto prevede che l'esistenza di un fatto possa essere desunta da indizi. Infatti, con l'art. 192, comma 2, cod. proc. pen. il legislatore ha solo inteso porre dei limiti al discrezionale apprezzamento dei dati indiziari, introducendo un paramentro legale di valutazione probatoria analogo a quello recato dall'art. 2729 del codice civile, sicché la richiesta soppressione della norma censurata non condurrebbe a eliminare la prova indiziaria dal panorama conoscitivo del processo penale, ma anzi produrrebbe un risultato antitetico a quello perseguito dal giudice 'a quò, in contraddizione con le sue premesse argomentative. M.F.

    Art. 192 c.p.p. · Art. 2 cost. · Art. 3 cost. · Art. 13 cost.

    Leggi la pronuncia
Altre pronunce che richiamano l’articolo (6)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

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urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1988-09-22;447~art192 · fonte del testo