Art. 725 c.c. — Prelevamenti

[1]Se i beni donati non sono conferiti in natura, o se vi sono debiti da imputare alla quota di un erede a norma del secondo comma dell'articolo precedente, gli altri eredi prelevano dalla massa ereditaria beni in proporzione delle loro rispettive quote.

[2]I prelevamenti, per quanto e' possibile, si formano con oggetti della stessa natura e qualita' di quelli che non sono stati conferiti in natura.

Testo vigente dal 4 aprile 1942

Corte di cassazione

3 pronunce che riguardano l’art. 725 c.c., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 22500/2026

    30 giugno 2026

    La resa dei conti tra i condividenti, prevista dall'art. 723 c.c., costituisce operazione divisionale preliminare alla formazione dello stato attivo e passivo dell'eredità, giacché, in base al comma 2 dell'art. 724 c.c., ciascun coerede deve imputare alla propria quota ed ai fini dei successivi prelevamenti non solo le somme di cui era debitore verso il defunto, ma anche quelle di cui è debitore verso i coeredi per debiti relativi alla gestione della comunione, di guisa che ciascun condividente creditore deve prendere una quantità di beni maggiori di quella espressa dalla quota astratta di comproprietà, idonea a realizzare il suo diritto verso gli altri.

    Art. 725 c.c. · Art. 723 c.c. · Art. 724 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 118

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 18973/2026

    10 giugno 2026

    In tema di scioglimento della comunione ereditaria, qualora il coerede donatario abbia optato per la collazione per imputazione, i coeredi non donatari possono proporre la domanda di prelevamento di beni in natura dalla massa, in proporzione delle rispettive quote, anche nel corso del giudizio di divisione, fino alla definizione delle operazioni divisionali, non sussistendo al riguardo alcuna preclusione processuale, trattandosi di domanda che inerisce alla collazione, per la cui operatività, non essendo un'azione ma un istituto di diritto sostanziale, è sufficiente la domanda di divisione ereditaria proposta da una delle parti e l'esistenza di beni oggetto di pregressa donazione.

    Art. 725 c.c. · Art. 726 c.c. · Art. 747 c.c. · Art. 183 c.p.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 83

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 9362/2025

    9 aprile 2025

    Gli effetti dichiarativi della divisione ereditaria, comportanti che ciascun condividente debba considerarsi successore immediato del de cuius nei beni di cui diviene titolare, non determinano anche l'automatica attribuzione dei frutti (naturali o civili) al condividente che risulti assegnatario dei beni che li abbiano prodotti, giacché i frutti, ove non distribuiti fra i coeredi, formano una massa indivisa, sulla quale ciascun partecipante ha un diritto di natura e consistenza identiche a quelle del diritto sui beni della comunione; ne consegue che, nel caso in cui uno degli eredi si sia appropriato dei frutti maturati durante la comunione, ancorché prodotti da beni poi assegnatigli, sorge un corrispondente suo debito verso gli altri coeredi (art. 724, comma 2, c.c.), qualora i frutti non siano più esistenti al momento della divisione.

    Art. 725 c.c. · Art. 723 c.c. · Art. 724 c.c. · Art. 733 c.c.

    Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 97 ↗

Tutte le 9 massime su questo articolo nel Massimario

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di aprile/maggio 2025 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

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urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art725 · fonte del testo