Corte costituzionale

Ordinanza n. 24/1990

Questione dichiarata inammissibile · depositata il 23/01/1990 · relatore Antonio Baldassarre

Epigrafe

ha pronunciato la seguente ORDINANZA nei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 8 del decreto

legge 5 agosto 1989, n. 279 (Disposizioni urgenti in materia di

evasione contributiva, di fiscalizzazione degli oneri sociali, di

sgravi contributivi nel Mezzogiorno e di finanziamento dei

patronati), promossi con ricorsi delle Regioni Umbria,

Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia e Piemonte, notificati il 1°, il 4

e il 6 settembre 1989, depositati in cancelleria l'8, il 12 e il 15

successivi ed iscritti ai nn. 73, 74, 75, 76 e 77 del registro

ricorsi 1989;

Visti gli atti di costituzione del Presidente del Consiglio dei

ministri;

Uditi nella Camera di Consiglio del 13 dicembre 1989 i Giudici

relatori Antonio Baldassarre e Mauro Ferri;

Ritenuto che le Regioni Umbria e Toscana, con ricorsi identici

notificati il 1° settembre 1989 (reg. ric. nn. 73 e 74 del 1989),

hanno sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 8

del decreto-legge 5 agosto 1989, n. 279 (Disposizioni urgenti in

materia di evasione contributiva, di fiscalizzazione degli oneri

sociali, di sgravi contributivi nel Mezzogiorno e di finanziamento

dei patronati), in riferimento agli artt. 5, 77, 117, 118, 119 e 125

della Costituzione;

che la Regione Veneto, con ricorso notificato il 4 settembre

1989 (reg. ric. n. 75 del 1989), ha sollevato questione di

legittimità costituzionale della medesima disposizione del

decreto-legge n. 279 del 1989, in riferimento agli artt. 5, 117, 118,

119 e 125 della Costituzione;

che, infine, anche le Regioni Lombardia e Piemonte, con ricorsi

identici notificati il 6 settembre 1989 (reg. ric. nn. 76 e 77 del

1989), hanno sollevato questione di legittimità costituzionale della

medesima disposizione del decreto-legge n. 279 del 1989, in

riferimento agli artt. 24, 77, 81, 101, 113, 117 e 119 della

Costituzione;

che in tutti i giudizi si è costituito il Presidente del

Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura

Generale dello Stato, chiedendo che le questioni siano dichiarate

inammissibili o comunque infondate;

Considerato che i giudizi, avendo ad oggetto la medesima norma,

vanno riuniti per essere decisi congiuntamente;

che il decreto-legge 5 agosto 1989, n. 279 non è stato

convertito in legge entro il termine di sessanta giorni dalla sua

pubblicazione, come risulta dal comunicato pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale n. 235, serie generale, del 7 ottobre 1989;

che, pertanto, secondo la consolidata giurisprudenza di questa

Corte (v., da ultimo, ord. n. 10 del 1990), le questioni di

legittimità costituzionale sollevate dalle Regioni ricorrenti devono

essere dichiarate manifestamente inammissibili;

Visti l'art. 26 della legge 11 marzo 1953, n. 87, e gli artt. 25 e

9, secondo comma, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla

Corte costituzionale;

Dispositivo

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

Riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle

questioni di legittimità costituzionale dell'art. 8 del

decreto-legge 5 agosto 1989, n. 279 (Disposizioni urgenti in materia

di evasione contributiva, di fiscalizzazione degli oneri sociali, di

sgravi contributivi nel Mezzogiorno e di finanziamento dei patronati)

sollevate, con i ricorsi indicati in epigrafe, dalle Regioni Umbria e

Toscana in riferimento agli artt. 5, 77, 117, 118, 119 e 125 della

Costituzione; dalla Regione Veneto in riferimento agli artt. 5, 117,

118, 119 e 125 della Costituzione; e dalle Regioni Lombardia e

Piemonte in riferimento agli artt. 24, 77, 81, 101, 113, 117 e 119

della Costituzione.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,

Palazzo della Consulta, il 18 gennaio 1990.

Il Presidente: SAJA

I relatori: BALDASSARRE - FERRI

Il cancelliere: MINELLI

Depositata in cancelleria il 23 gennaio 1990.

Il direttore della cancelleria: MINELLI

ECLI:IT:COST:1990:24 · Testo integrale dai dati aperti della Corte costituzionale (CC BY-SA 3.0) · scheda sul sito della Corte