Art. 189 c.p. — Ipoteca legale; sequestro

[1]Lo Stato ha ipoteca legale sui beni dell'imputato a garanzia del pagamento:

[2]1° delle pene pecuniarie e di ogni altra somma dovuta all'erario dello Stato;

[3]2° delle spese del procedimento;

[4]3° delle spese relative al mantenimento del condannato negli stabilimenti di pena;

[5]4° delle spese sostenute da un pubblico istituto sanitario, a titolo di cura e di alimenti per la persona offesa, durante l'infermita';

[6]5° delle somme dovute a titolo di risarcimento del danno, comprese le spese processuali;

[7]6° delle spese anticipate dal difensore e delle somme a lui dovute a titolo di onorario.

[8]L'ipoteca legale non pregiudica il diritto degli interessati a iscrivere ipoteca giudiziale, dopo la sentenza di condanna, anche se non divenuta irrevocabile.

[9]Se vi e' fondata ragione di temere che manchino o si disperdano le garanzie delle obbligazioni per le quali e' ammessa l'ipoteca legale, puo' essere ordinato il sequestro dei beni mobili dell'imputato.

[10]Gli effetti dell'ipoteca o del sequestro cessano con la sentenza irrevocabile di proscioglimento.

[11]Se l'imputato offre cauzione, puo' non farsi luogo alla iscrizione dell'ipoteca legale o al sequestro.

[12]Per effetto del sequestro i crediti indicati in questo articolo si considerano privilegiati rispetto ad ogni altro credito non privilegiato di data anteriore e ai crediti sorti posteriormente, salvi, in ogni caso, i privilegi stabiliti a garanzia del pagamento di tributi. 116

Gli interventi su questo articolo(1)

Non fanno parte del testo della norma: dicono quale atto l’ha modificata e che cosa ha disposto. Quale versione sia nata da quale intervento il testo non lo dice, e non lo deduciamo.

D.Lgs. 28 luglio 1989, n. 271

116

Il D.Lgs. 28 luglio 1989, n. 271, ha disposto (con l'art. 218, comma 1) che "Sono abrogate le disposizioni del codice penale che prevedono l'ipoteca legale".

Testo vigente dal 24 ottobre 1989

Corte costituzionale

2 pronunce hanno deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Sentenza n. 167/1973

    Questione infondata
    28 novembre 1973

    Gli artt. 188, primo comma, 189, n. 3 c.p. e 274, 612, terzo comma, c.p.p., secondo cui il condannato detenuto è obbligato a rimborsare all'erario le spese di mantenimento in carcere, non contrastano con il principio della capacità contributiva e con la funzione emendatrice della pena (artt. 53, primo comma, e 27, terzo comma, della Costituzione), ne' con il principio di eguaglianza in relazione al diverso regime proprio degli internati per misure di sicurezza detentive, tenuti al rimborso nel solo caso che lavorino durante l'internamento. Invero, costituendo l'obbligo suddetto un effetto risarcitorio civile del reato, esso non costituisce una sanzione accessoria della pena, di cui debba seguire la sorte, bensì un effetto dell'illecito che è sufficiente a farne gravare il costo a carico dell'autore (sent. n. 30 del 1964 e 135 del 1972). - V. anche sent. nn. 85/1969 e 23/1968.

    Art. 188 c.p. · Art. 189 c.p. · Art. 3 cost. · Art. 27 cost.

    Leggi la pronuncia
  • Sentenza n. 26/1973

    Questione infondata
    1 marzo 1973

    È costituzionalmente legittimo, in riferimento all'art. 189, primo comma, n. 5 e ultimo comma del codice penale, in quanto richiamato dagli artt. 2768 e 2778, n. 8, del codice civile, nel rendere privilegiato il credito relativo a somme dovute a titolo di risarcimento del danno dipendente da reato quando vi sia stata esecuzione del sequestro conservativo penale. Il sequestro conservativo civile e il sequestro conservativo penale, pur presentando elementi comuni, differiscono tra loro per aspetti distintivi particolari, tali da rendere giustificabile una disciplina giuridica differenziata negli effetti. Un aspetto distintivo particolare del sequestro conservativo penale è dato dalla circostanza che il credito ad esso relativo discende dal fatto reato e che la presa di cognizione della sussistenza di tale credito trova la sua consacrazione in un rapporto processuale di natura pubblicistica che si impernia nell'esercizio dell'azione penale da parte del p.m. La differente disciplina giuridica delle due forme di sequestro operata dal legislatore, rientra nell'ambito della sua discrezionalità, ne' le finalità perseguite possono essere ritenute in contrasto col principio di eguaglianza statuito dall'art. 3 della Costituzione, trattandosi di finalità apprezzabili e ragionevoli. Divergenze e difficoltà pratiche riscontrabili nella norma in sede applicativa non hanno rilevanza, ai fini del giudizio di legittimità, a meno che tali divergenze non siano riferibili ad aspetti della norma stessa incompatibili con l'ordinamento costituzionale. Non contrasta con il principio di eguaglianza il privilegio che accompagna il sequestro conservativo penale in sede di procedura fallimentare, sempreché il credito preceda la dichiarazione di fallimento, in quanto questa coglie e fissa le legittime ragioni creditorie nello stato in cui si trovano al momento della sentenza che lo dichiara.

    Art. 189 c.p. · Art. 66 Revisione degli ordinamenti pensionistici e norme in materia di sicurezza sociale · Art. 3 cost.

    Leggi la pronuncia
Altre pronunce che richiamano l’articolo (3)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Citate insieme nelle massime

Le norme che le massime della Cassazione e della Consulta indicano accanto a questa nei riferimenti normativi.

Rinviano a questo articolo

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Approfondimenti

Dai lavori con cui il legislatore illustrò la norma: una fonte d’epoca, non un commento attuale.

  • Lo Stato ha ipoteca legale sui beni dell'imputato a garanzia dei crediti indicati nell'articolo 189 del codice. La Commissione parlamentare opinò che non si dovesse dire che lo Stato è il titolare dell'ipoteca legale, bensì dichiarare soltanto che «si iscrive ipoteca legale». Ma l'espressione adottata dal codice penale è conforme a quella usata nell'articolo 1969, n. 5°, codice civile, e però non ho ritenuto di doverla mutare. La stessa Commissione consigliò di stabilire che non si possa addivenire al sequestro per i fini civili, se non quando non sia possibile iscrivere ipoteca legale o l'ipoteca iscritta sia insufficiente. Questa condizione, però, è implicita nella disposizione del codice.

    Relazione al Codice penale (1930), n. 96

  • Il diritto sinora vigente (articoli 603, 606, 609 cod. proc. pen.) creava un privilegio a favore dei crediti derivanti dal reato o dal processo penale, ma non disciplinava il caso del concorso di tali crediti con altri crediti privilegiati. Io considerai che l'ordine dei privilegi deve essere determinato soltanto dalla legge, e però, in conformità alla più recente elaborazione scientifica della materia, ho aggiunto nell'articolo 189 una disposizione per la quale, in conseguenza del sequestro, i crediti indicati nell'articolo stesso devono considerarsi privilegiati rispetto ad ogni altro credito non privilegiato di data anteriore e ai crediti sorti posteriormente, salvi, in ogni caso, i privilegi stabiliti a garanzia del pagamento di tributi.

    Relazione al Codice penale (1930), n. 97

Che cosa è cambiato dal 24 ottobre 1989

Confronto con la versione in vigore dal 26 ottobre 1930 al 24 ottobre 1989.

Il testo dell’articolo è rimasto uguale. La nuova versione è stata registrata con la nota ufficiale qui sotto.

La nota di aggiornamento ufficiale

  • D.Lgs. 28 luglio 1989, n. 271

    Il D.Lgs. 28 luglio 1989, n. 271, ha disposto (con l'art. 218, comma 1) che "Sono abrogate le disposizioni del codice penale che prevedono l'ipoteca legale".

RatioAI può raccontare questa modifica in parole semplici, usando solo il confronto e le note qui sopra.

Si avvia solo se lo chiedi.

urn:nir:stato:regio.decreto:1930-10-19;1398~art189 · fonte del testo