Corte di cassazione

1 massima che riguarda l’art. 7 c.p.p., dalle Rassegne del Massimario.

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Corte costituzionale

4 pronunce hanno deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 208/1998

    Questione infondata
    3 giugno 1998

    È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento all'art. 3 Cost., degli artt. 2, n. 12, della legge di delega 16 febbraio 1987, n. 81, e 7, comma 2, lett. g) del codice di procedura penale, in forza dei quali sono compresi nella competenza per materia del pretore, oltre ai reati per cui il massimo di pena non supera i quattro anni, in applicazione del criterio qualitativo, altri delitti, specificamente indicati - come la rissa aggravata di cui all'art. 588, secondo comma, cod. pen., contestata nel giudizio 'a quò - per cui la pena prevista oltrepassa il limite quantitativo. Invero - a parte che nella ordinanza di rimessione non si indica quali siano i delitti di pari gravità rispetto ai quali si verificherebbe la denunciata disparità di trattamento - come la Corte ha già più volte affermato, nel decidere identiche o analoghe questioni, rientra nelle valutazioni discrezionali del legislatore la ripartizione, effettuata nei limiti della ragionevolezza, della competenza per materia tra i diversi giudici, senza che la differente composizione dell'organo giudicante per i diversi reati o la semplificazione del procedimento determini una disparità di trattamento tra cittadini. Ne', rispetto a quelli già esaminati e respinti in tali pronunce, si prospettano nel caso profili o argomenti nuovi. - O. nn. 423/1997, 257/1995, 139/1997. red.: S. Pomodoro

    Art. 2 Delega legislativa al Governo della Repubblica per l'emanazione del nuovo codice di procedura penale · Art. 7 c.p.p. · Art. 3 cost. · Art. 588 c.p.

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  • Ordinanza n. 423/1997

    Questione infondata
    18 dicembre 1997

    Sono manifestamente infondate, con riferimento all'art. 3 Cost., le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2 n. 12 l. 16 febbraio 1987 n. 81 (Delega al Governo della Repubblica per l'emanazione del nuovo codice di procedura penale) e dell'art. 7, comma 2, lett. a), b), f), g) ed i) cod. proc. pen. - che attribuiscono al pretore la competenza a giudicare i delitti di violenza a un pubblico ufficiale (art. 336 cod. pen.), resistenza a un pubblico ufficiale (art. 337 cod. pen.), maltrattamenti in famiglia (art. 572 cod. pen.), rissa aggravata (art. 588, comma 2, cod. pen.) e violazione di domicilio aggravata (art. 614, comma 4, cod. pen.), puniti tutti con una pena detentiva superiore nel massimo a quattro anni di reclusione, limite entro cui, secondo il criterio basato sulla quantità della pena edittale, è competente il giudice monocratico - in quanto rientra nelle valutazioni discrezionali del legislatore la ripartizione, effettuata nei limiti della ragionevolezza, della competenza per materia tra i diversi giudici, senza che determini una disparità di trattamento tra cittadini la differente composizione dell'organo giudicante per i diversi reati o la semplificazione del procedimento. - O. nn. 257/1995 e 139/1997. red.: S. Di Palma

    Art. 2 Delega legislativa al Governo della Repubblica per l'emanazione del nuovo codice di procedura penale · Art. 7 c.p.p. · Art. 3 cost. · Art. 7 Delega legislativa al Governo della Repubblica per l'emanazione del nuovo codice di procedura penale

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  • Ordinanza n. 139/1997

    Questione infondata
    16 maggio 1997

    Sono manifestamente infondate, con riferimento all'art. 3 Cost., le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2, n. 12, l. 16 febbraio 1987, n. 81 (Delega legislativa al Governo della Repubblica per l'emanazione del nuovo codice di procedura penale) e dell'art. 7, comma 2, lett. h), l), m), n) cod. proc. pen. - che attribuiscono alla competenza del pretore alcuni delitti tutti puniti con una pena detentiva superiore nel massimo a quattro anni di reclusione - in quanto rientra nelle valutazioni discrezionali del legislatore la ripartizione, effettuata nei limiti della ragionevolezza, della competenza per materia tra i diversi giudici, senza che determini una disparità di trattamento fra i cittadini la differente composizione dell'organo giudicante per i diversi reati o la semplificazione del procedimento. - O. n. 257/1995. red.: S. Di Palma

    Art. 2 Delega legislativa al Governo della Repubblica per l'emanazione del nuovo codice di procedura penale · Art. 7 c.p.p. · Art. 3 cost. · Art. 589 c.p.

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Altre pronunce che richiamano l’articolo (2)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Che cosa è cambiato dal 18 luglio 1998

Confronto con la versione in vigore dal 24 ottobre 1988 al 18 luglio 1998. 215 parole tolte, 10 parole aggiunte in 13 capoversi.

tolto: Il pretore e' competente per i reati per i quali la legge stabilisce una pena detentiva non superiore nel massimo a quattro anni ovvero una pena pecuniaria sola o congiunta alla predetta pena detentiva. Il pretore e' inoltre competente per i seguenti reati:

tolto: a) violenza o minaccia a un pubblico ufficiale prevista dall'articolo 336 comma 1 del codice penale;

tolto: b) resistenza a un pubblico ufficiale prevista dall'articolo 337 del codice penale;

tolto: c) oltraggio a un magistrato in udienza aggravato a norma dell'articolo 343 comma 2 del codice penale;

tolto: d) violazione di sigilli aggravata a norma dell'articolo 349 comma 2 del codice penale;

tolto: e) favoreggiamento reale previsto dall'articolo 379 del codice penale;

tolto: f) maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli, quando non ricorre l'aggravante prevista dall'articolo 572 comma 2 del codice penale;

tolto: g) rissa aggravata a norma dell'articolo 588 comma 2 del codice penale, con esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni gravi o gravissime;

Mostra gli altri 5 capoversi cambiati

tolto: h) omicidio colposo previsto dall'articolo 589 del codice penale;

tolto: i) violazione di domicilio aggravata a norma dell'articolo 614 comma 4 del codice penale;

tolto: l) furto aggravato a norma dell'articolo 625 del codice penale;

tolto: m) truffa aggravata a norma dell'articolo 640 comma 2 del codice penale;

tolto: n) ricettazione prevista dall'articolo 648 del codice penale.aggiunto: ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 19 FEBBRAIO 1998, N. 51

barrato = toltoevidenziato = aggiuntoI richiami alle note non contano come cambiamenti.

La nota di aggiornamento ufficiale

  • D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, come modificato dalla L. 16 giugno 1998, n. 188

    Il D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, come modificato dalla L. 16 giugno 1998, n. 188, ha disposto (con l'art. 247, comma 1) che l'abrogazione del presente articolo ha effetto a decorrere dal 2 giugno 1999.

urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1988-09-22;447~art7 · fonte del testo