Art. 525 c.p.p. — Immediatezza della deliberazione

La sentenza e' deliberata subito dopo la chiusura del dibattimento. Alla deliberazione concorrono, a pena di nullita' assoluta, gli stessi giudici che hanno partecipato al dibattimento. Se alla deliberazione devono concorrere i giudici supplenti in sostituzione dei titolari impediti, i provvedimenti gia' emessi conservano efficacia se non sono espressamente revocati. Salvo quanto previsto dall'articolo 528, la deliberazione non puo' essere sospesa se non in caso di assoluta impossibilita'. La sospensione e' disposta dal presidente con ordinanza.

Testo vigente dal 24 ottobre 1988

Corte di cassazione

2 pronunce che riguardano l’art. 525 c.p.p., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 6699/2026

    20 marzo 2026

    In tema di procedimento disciplinare a carico dei magistrati, in caso di mutamento della composizione del collegio nel corso del procedimento non è necessaria la rinnovazione dell'attività processuale prodromica all'inizio del dibattimento. (Nella specie, la S.C. ha escluso che il mero affidamento del quesito peritale in ordine alla capacità dell'incolpato di partecipare coscientemente al giudizio disciplinare costituisse attività dibattimentale, soggetta all'obbligo di rinnovazione).

    Art. 525 c.p.p.

    Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 16 ↗

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 22028/2025

    31 luglio 2025

    In tema di procedimento disciplinare a carico di magistrati, ai fini del rispetto del termine annuale per la pronuncia della sentenza nel giudizio di rinvio, ex art. 15, comma 6, d.lgs. n. 109 del 2006 - decorrente dalla data in cui vengono restituiti gli atti del procedimento dalla Corte di cassazione - il dies ad quem va identificato nella data di lettura del dispositivo e non in quella del deposito della sentenza, dovendo farsi coincidere il momento della "pronuncia", idonea ad impedire l'estinzione del procedimento disciplinare, con quello della pubblicazione della sentenza, integrato, per espressa previsione normativa (art. 545 c.p.p.), dalla lettura del dispositivo in udienza, che conclude il procedimento e consacra la decisione definitiva non più modificabile.

    Art. 525 c.p.p. · Art. 15 Disciplina degli illeciti disciplinari dei magistrati, delle relative sanzioni e della procedura per la loro applicabilita' · Art. 545 c.p.p.

    Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 20 ↗

Tutte le 28 massime su questo articolo nel Massimario, con la Corte costituzionale

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di luglio/agosto 2025 ↗ e marzo/aprile 2026 ↗.

Corte costituzionale

9 pronunce hanno deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Sentenza n. 132/2019

    Questione inammissibile
    29 maggio 2019

    Sono dichiarate inammissibili, per irrisolta alternatività del petitum e per richiesta di improprio avallo interpretativo, le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Tribunale di Siracusa in riferimento all'art. 111 Cost. - degli artt. 525, comma 2, 526, comma 1, e 511 cod. proc. pen., se interpretati secondo il diritto vivente nel senso che, ad ogni mutamento della persona fisica di un giudice, la prova possa ritenersi legittimamente assunta solo se i testimoni già sentiti nel dibattimento depongano nuovamente in aula davanti al giudice-persona fisica che deve deliberare sulle medesime circostanze, o se invece ciò debba avvenire solo allorquando non siano violati i principi costituzionali della effettività e della ragionevole durata del processo. Il giudice a quo , nel prospettare, senza farla propria, la possibilità di una diversa lettura delle disposizioni censurate, chiede alla Corte costituzionale, alternativamente, di avallare tale interpretazione attraverso una sentenza di rigetto, ovvero di dichiarare illegittime le disposizioni censurate se interpretate secondo il diritto vivente. In tal modo, egli da un lato formula un petitum in termini di irrisolta alternatività e dall'altro mira a conseguire un avallo alla propria interpretazione asseritamente secundum constitutionem delle disposizioni censurate, il che determina l'inammissibilità delle questioni. ( Precedenti citati: sentenze n. 87 del 2013 e n. 17 del 1994; ordinanze n. 97 del 2017, n. 87 del 2016, n. 33 del 2016, n. 92 del 2015, n. 205 del 2010, n. 318 del 2008, n. 67 del 2007, n. 418 del 2004, n. 73 del 2003, n. 59 del 2002, n. 431 del 2001 e n. 399 del 2001 ).

    Art. 525 c.p.p. · Art. 526 c.p.p. · Art. 511 c.p.p. · Art. 111 cost.

    Leggi la pronuncia
  • Ordinanza n. 205/2010

    Questione infondata
    10 giugno 2010

    Nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 525, comma 2, cod. proc. pen., impugnato, in riferimento agli artt. 3, 101 e 111 Cost., nella parte in cui prevede che alla deliberazione debbano concorrere a pena di nullità assoluta i medesimi giudici che hanno partecipato al dibattimento, non è fondata l'eccezione di inammissibilità della questione, formulata dalla difesa erariale, per insufficiente descrizione della fattispecie e difetto di motivazione sulla rilevanza, poiché la descrizione della vicenda processuale, contenuta nell'ordinanza di rimessione, per quanto assai sintetica, è comunque sufficiente a consentire la verifica positiva della rilevanza. Infatti, un'eventuale pronuncia di incostituzionalità eviterebbe al rimettente di dover accogliere l'istanza della difesa di rinnovazione dell'esame dei testi già escussi davanti al precedente giudice.

    Art. 525 c.p.p. · Art. 3 cost. · Art. 101 cost. · Art. 111 cost.

    Leggi la pronuncia
  • Ordinanza n. 318/2008

    Questione infondata
    30 luglio 2008

    È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 511, 514 e 525, comma 2, cod. proc. pen., censurati, in riferimento agli artt. 3, 25, 101 e 111 Cost., nella parte in cui, secondo l'interpretazione delle sezioni unite della Corte di cassazione, non prevedono che "nel caso di mutamento totale o parziale del giudicante, le dichiarazioni assunte nella precedente istruzione dibattimentale, quando l'esame del dichiarante possa avere luogo e sia stato chiesto da una delle parti, siano utilizzabili per la decisione mediante semplice lettura, dopo l'applicazione degli artt. 190 e 190- bis cod. proc. pen.". Identica questione è stata già dichiarata manifestamente infondata e non vengono aggiunti profili nuovi o diversi di censura. - Sulla medesima questione, v., citata, ordinanza n. 67/2007. - V., citata, sentenza Corte di cassazione, Sezioni unite, 15 gennaio 1999, n. 2. - Sulla discrezionalità legislativa nel definire la disciplina del processo, v., citate, ex plurimis , sentenze n. 379/2005 e n. 180/2004; ordinanze n. 389 e n. 215/2005 e n. 265/2004. - Sui principi di immediatezza e di non dispersione dei mezzi di prova v., citate, ordinanze n. 418/2004 e n. 399/2001. - Sul principio della ragionevole durata del processo e la necessità che vada contemperato con il complesso delle altre garanzie costituzionali rilevanti nel processo penale, v. citate, ordinanze n. 418/2004 e n. 399/2001. - Sulla non invocabilità quale tertium comparationis della previsione dell'art. 190- bis cod. proc. pen., v., citate, ordinanze n. 418/2004 e n. 73/2003.

    Art. 511 c.p.p. · Art. 514 c.p.p. · Art. 525 c.p.p. · Art. 3 cost.

    Leggi la pronuncia
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Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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Citate insieme nelle massime

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urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1988-09-22;447~art525 · fonte del testo