E' cittadino per nascita:

  • a)il figlio di padre o di madre cittadini;
  • b)chi e' nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono. E' considerato cittadino per nascita il figlio di ignoti trovato nel territorio della Repubblica, se non venga provato il possesso di altra cittadinanza.

Testo vigente dal 15 febbraio 1992

Corte di cassazione

1 pronuncia che riguarda l’art. 1, dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 13818/2026

    12 maggio 2026
    • Cittadinanza

    In tema di azione di accertamento dello status di cittadino italiano, l'interesse ad agire sussiste non solo in caso di diniego o di ritardo nel riconoscimento di tale status, ma anche nei casi in cui si verifichino impedimenti, difficoltà o lungaggini che impediscono la presentazione della relativa domanda in sede amministrativa, dovendosi rimuovere lo stato di incertezza che tale situazione genera sul predetto status e sui connessi diritti e prerogative del titolare (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito secondo la quale la previa domanda in sede amministrativa per l'ottenimento della cittadinanza italiana costituiva presupposto per ritenere sussistente l'interesse ad agire in sede giudiziaria).

    Art. 1 · Art. 9 c.p.c. · Art. 100 c.p.c.

    Rassegna di maggio 2026, p. 37 ↗

Tutte le 7 massime su questo articolo nel Massimario, con la Corte costituzionale

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegna di maggio 2026 ↗.

Corte costituzionale

2 pronunce hanno deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Sentenza n. 142/2025

    Questione infondata
    31 luglio 2025

    Sono dichiarate inammissibili, per richiesta di un intervento manipolativo e di sistema nonché per mancata individuazione della norma internazionale interposta, le questioni di legittimità costituzionale – sollevate dal Tribunale di Bologna, sez. specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione cittadini UE, dal Tribunale di Milano, sez. dodicesima specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea, dal Tribunale di Roma, sez. diritti della persona e immigrazione, e dal Tribunale di Firenze, sez. specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini UE, in riferimento, complessivamente, agli artt. 1, secondo comma, e 3 Cost., quest’ultimo sotto il profilo della irragionevolezza e non proporzionalità, e 117, primo comma, Cost., in relazione agli obblighi internazionali e ai vincoli derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, questi ultimi con riguardo agli artt. 9 TUE e 20 TFUE – dell’art. 1, comma 1, lett. a), della legge n. 91 del 1992 che, nel disciplinare l’acquisto iure sanguinis della cittadinanza da parte di discendenti di cittadini italiani, associa automaticamente il meccanismo acquisitivo della cittadinanza allo status filiationis non prevedendo alcun limite. I rimettenti – chiamati ad applicare la disciplina censurata a ricorrenti che sono discendenti di cittadini/e italiani, ma sono nati all’estero, ivi residenti e con la cittadinanza di un altro Stato e ai quali, peraltro, non si applica il d.l. n. 36 del 2025, come conv., che ha inciso, in senso limitativo, sull’automatica correlazione fra cittadinanza e status filiationis – richiedono un intervento manipolativo complesso che potrebbe attingere a un ampio ventaglio di opzioni, rispetto alle quali si impongono scelte discrezionali e con incisive ricadute a livello di sistema; la genericità e il carattere manipolativo delle censure emergono anche dalla mancata considerazione, da parte dei rimettenti, della varietà di ipotesi sulle quali l’intervento prospettato andrebbe potenzialmente a incidere. Con riferimento, infine, all’asserita violazione dell’art. 117, primo comma, Cost., in relazione agli obblighi internazionali, manca l’individuazione della norma internazionale interposta.

    Art. 4 c.c. · Art. 1 Sulla cittadinanza italiana · Art. 1 cost. · Art. 3 cost.

    Leggi la pronuncia
  • Ordinanza n. 85/2025

    Questione inammissibile
    20 giugno 2025

    Non vale a legittimare l’intervento la funzione di rappresentanza istituzionale che l’interveniente eventualmente svolga a favore di soggetti i cui interessi siano implicati nella questione, tanto più a fronte della introduzione dell’art. 6 delle Norme integrative, che consente alle formazioni sociali senza scopo di lucro e ai soggetti istituzionali portatori di interessi collettivi o diffusi attinenti alla questione di costituzionalità di presentare un’opinione scritta in qualità di amici curiae, salvo che sussista un nesso con lo specifico rapporto giuridico dedotto in giudizio. (Precedenti: S. 144/2024; O. 37/2020 - mass. 41582);Non risulta possibile convertire l’atto di intervento in opinio dell’amicus curiae, posto che la Corte costituzionale ha affermato che le significative differenze tra i due istituti, quanto a presupposti e modalità processuali, non ne consentono la compresenza nello stesso atto, in via alternativa o subordinata, neppure ove la conversione sia espressamente richiesta in via subordinata alla richiesta di intervento, il che rende tanto più impercorribile una conversione d’ufficio dell’atto. (Precedente: S. 14/2023).(Nel caso di specie, sono dichiarati inammissibili, nel giudizio di legittimità costituzionale avente ad oggetto l’art. 1 della legge n. 91 del 1992, gli interventi spiegati dal Circolo Trentino di San Paolo del Brasile e dal Circolo Domus Sardinia. Gli intervenienti non sono titolari di un interesse qualificato, immediatamente inerente al rapporto sostanziale dedotto in giudizio e non semplicemente regolato, al pari di ogni altro, dalla norma o dalle norme oggetto di censura. Nemmeno è sufficiente, al fine di rendere ammissibile l’intervento, la circostanza che il soggetto sia titolare di interessi analoghi a quelli dedotti nel giudizio principale, o che sia parte in un giudizio analogo, ma diverso dal giudizio a quo, sul quale la decisione della Corte costituzionale possa influire, in quanto l’accesso di un simile terzo al giudizio incidentale di legittimità costituzionale avverrebbe senza la previa verifica sulla rilevanza e sulla non manifesta infondatezza delle questioni da parte del giudice a quo; L’intervento di terzi è ammissibile solo quando un’eventuale pronuncia di accoglimento delle questioni di legittimità costituzionale produrrebbe un’immediata incidenza sulla posizione soggettiva dell’interveniente, in ragione di specifiche attribuzioni connesse alla norma censurata, condizione che non si ravvisa nel caso degli odierni intervenienti). (Precedenti: S. 66/2025; S. 144/2024; S. 140/2024; S. 135/2024 - mass. 46209; S. 156/2023 - mass. 45821; S. 136/2022; S. 98/2019 - mass.42560; S. 180/2018 - mass.40199).

    Art. 1 Nuove norme sulla cittadinanza · Art. 1 cost. · Art. 3 cost. · Art. 117 cost.

    Leggi la pronuncia

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

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urn:nir:stato:legge:1992-02-05;91~art1 · fonte del testo