Corte costituzionale

Ordinanza n. 245/1986

Questione dichiarata inammissibile · depositata il 18/11/1986 · relatore Gabriele Pescatore

Epigrafe

ha pronunciato la seguente ORDINANZA nel giudizio promosso con ricorso della Regione Trentino-Alto Adige

notificato il 14 maggio 1986, depositato in Cancelleria il 28

successivo ed iscritto al n. 24 del Registro 1986 per conflitti di

attribuzione, sorto a seguito del decreto del Ministro dell'industria,

commercio e artigianato 8 novembre 1985 (pubblicato sulla G.U. del 17

marzo 1986, n. 63), avente ad oggetto "Procedura di attuazione

dell'art. 7 della l. 27 febbraio 1985, n. 49, concernente provvedimenti

per il credito alla cooperazione e misure urgenti a salvaguardia dei

livelli di occupazione".

Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei

Ministri;

udito nella Camera di Consiglio del 29 ottobre 1986 il Giudice

relatore Gabriele Pescatore;

Ritenuto che con ricorso notificato il 14 maggio 1986 al Ministro

dell'industria, del commercio e dell'artigianato, al Ministro del

Tesoro e al Ministro del lavoro e della previdenza sociale, la Regione

Trentino-Alto Adige ha sollevato conflitto di attribuzione, impugnando

il decreto del Ministro dell'industria, commercio e artigianato 8

novembre 1985 (pubblicato sulla G.U. del 17 marzo 1986, n. 63), avente

ad oggetto "Procedura di attuazione dell'art. 7 della l. 27 febbraio

1985, n. 49, concernente provvedimenti per il credito alla cooperazione

e misure urgenti a salvaguardia dei livelli di occupazione";

che nel ricorso si premette che la Regione ha impugnato anche la l.

27 febbraio 1985, n. 49 e si lamenta l'invasione di competenze ad essa

garantite dallo Statuto speciale d'autonomia, chiedendosi, previa

sospensione, l'annullamento del decreto impugnato;

che dinanzi a questa Corte si è costituito il Presidente del

Consiglio dei Ministri, eccependo l'inammissibilità del ricorso

perché ad esso medesimo" non rivolto né notificato";

Rilevato, che effettivamente il ricorso non risulta notificato al

Presidente del Consiglio dei Ministri;

Considerato che, a norma dell'art. 39 della l. 11 marzo 1953, n. 87

e dell'art. 27 delle norme integrative 16 marzo 1956, i conflitti di

attribuzione tra Stato e Regioni debbono svolgersi esclusivamente in

contraddittorio tra il Presidente del Consiglio dei Ministri e il

Presidente della Regione interessata, qualunque sia l'autorità dello

Stato o della Regione che abbia emanato l'atto impugnato;

che, secondo la giurisprudenza di questa Corte (Sent. 16 giugno

1983, n. 172), la mancata notificazione del ricorso della Regione al

Presidente del Consiglio dei Ministri lo rende inammissibile;

Visti gli artt. 41 e 26 della l. 11 marzo 1953, n. 87;

Dispositivo

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara manifestamente inammissibile il conflitto di attribuzione

promosso dalla Regione Trentino-Alto Adige con il ricorso indicato in

epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,

Palazzo della Consulta, il 13 novembre 1986.

F.to: ANTONIO LA PERGOLA - VIRGILIO

ANDRIOLI - GIUSEPPE FERRARI -

FRANCESCO SAJA - GIOVANNI CONSO -

ETTORE GALLO - GIUSEPPE BORZELLINO -

FRANCESCO GRECO - RENATO DELL'ANDRO -

GABRIELE PESCATORE - UGO SPAGNOLI -

FRANCESCO PAOLO CASAVOLA - ANTONIO

BALDASSARRE - VINCENZO CAIANIELLO.

GIOVANNI VITALE - Cancelliere

ECLI:IT:COST:1986:245 · Testo integrale dai dati aperti della Corte costituzionale (CC BY-SA 3.0) · scheda sul sito della Corte