Corte costituzionale

Ordinanza n. 165/1971

Questione dichiarata inammissibile · depositata il 06/07/1971 · relatore Michele Fragali

Norme in gioco

applicata al caso

  • art. 3r.d. 2313/1936
  • art. 118r.d. 3269/1923
  • art. 106r.d. 3269/1923

usata come parametro

citata

Epigrafe

ha pronunciato la seguente ORDINANZA nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 3 del r.d. 13

gennaio 1936, n, 2313 (modificativo dell'art. 118 del r.d. 30 dicembre

1923, n. 3269); dell'art. 106 del r.d. 30 dicembre 1923, n. 3269 (legge

di registro); degli artt. 28 e 30, comma primo, lettera d, del d.l. 9

gennaio 1940, n. 2 (convertito nella legge 19 giugno 1940, n. 762), e

degli artt. 28 e 32, comma secondo, del d.P.R. 25 giugno 1953, n. 492,

promosso con ordinanza emessa il 24 settembre 1970 dal tribunale di

Milano, nel procedimento civile vertente tra Aloisio Saverio e la

Società ing. Fachini, iscritta al n. 388 del registro ordinanze 1970 e

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 49 del 24

febbraio 1971.

Udito nella Camera di consiglio del 4 giugno 1971 il Giudice

relatore Michele Fragali.

Ritenuto che con l'ordinanza suddetta si è proposta questione di

legittimità costituzionale dell'art. 3 del r.d. 13 gennaio 1936, n.

2313, modificativo dell'art. 118 del r.d. 30 dicembre 1923, n. 3269, e

dell'art. 106 del r.d. 30 dicembre 1923, n. 3269; degli artt. 28 e 30,

comma primo, lettera d, del d.l. 9 gennaio 1940, n. 2, convertito

nella legge 19 giugno 1940, n. 762, e degli artt. 28 e 32, comma

secondo, del d.P.R. 25 giugno 1953, n. 492, in riferimento all'art. 3

della Costituzione;

che è intervenuto il solo Presidente del Consiglio dei ministri;

Considerato che dalla ordinanza si rileva che il Collegio ha preso

in esame la situazione fiscale dei documenti esibiti nel procedimento

civile tra Aloisio Saverio e la società ing. V. Fachini ed ha

concluso constatando la sussistenza della irregolarità fiscale di essi

e, di conseguenza, la necessità della sospensione del processo;

che, in tal modo, ha definitivamente applicato le norme di cui ha

denunciato la illegittimità;

che, pertanto, la questione proposta è manifestamente

inammissibile per irrilevanza.

Dispositivo

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

avvalendosi dei poteri di cui agli artt. 26, secondo comma, della

legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme

integrative, dichiara la manifesta inammissibilità per irrilevanza

della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 del r.d. 13

gennaio 1936, n. 2313 (modificativo dell'art. 118 del r.d. 30 dicembre

1923, n. 3269); dell'art. 106 del r.d. 30 dicembre 1923, n. 3269 (legge

di registro); degli artt. 28 e 30, comma primo, lettera d, del d.l. 9

gennaio 1940, n. 2 (convertito nella legge 19 giugno 1940, n. 762), e

degli artt. 28 e 32, comma secondo, del d.P.R. 25 giugno 1953, n. 492,

proposta dal tribunale di Milano, con ordinanza 24 settembre 1970, in

riferimento all'art. 3 della Costituzione.

Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della

Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 28 giugno 1971.

GIUSEPPE BRANCA - MICHELE FRAGALI -

COSTANTINO MORTATI - GIUSEPPE

CHIARELLI - GIUSEPPE VERZÌ -

GIOVANNI BATTISTA BENEDETTI -

FRANCESCO PAOLO BONIFACIO - LUIGI

OGGIONI - ANGELO DE MARCO - ERCOLE

ROCCHETTI - ENZO CAPALOZZA - VINCENZO

MICHELE TRIMARCHI - VEZIO CRISAFULLI

- NICOLA REALE - PAOLO ROSSI.

ECLI:IT:COST:1971:165 · Testo integrale dai dati aperti della Corte costituzionale (CC BY-SA 3.0) · scheda sul sito della Corte