Art. 11 c.p. — Rinnovamento del giudizio

[1]Nel caso indicato nell'articolo 6, il cittadino o lo straniero e' giudicato nello Stato, anche se sia stato giudicato all'estero.

[2]Nei casi indicati negli articoli 7, 8, 9 e 10, il cittadino o lo straniero, che sia stato giudicato all'estero, e' giudicato nuovamente nello Stato, qualora il Ministro della giustizia ne faccia richiesta.

Testo vigente dal 26 ottobre 1930

Corte costituzionale

4 pronunce hanno deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 289/1989

    Questione infondata
    25 maggio 1989

    La richiesta del Ministro di Grazia e Giustizia cui sono subordinati la perseguibilità del delitto comune del cittadino all'estero (art. 9, secondo comma, c.p.) e il rinnovamento del giudizio (art. 11, secondo comma, c.p.), razionalmente e` affidata a tale organo dell'esecutivo - considerate le sue competenze istituzionali - in quanto l'atto di cui trattasi consegue ad una scelta vincolata al perseguimento di fini, legislativamente determinati, di politica criminale. (Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 9, secondo comma e 11, secondo comma, del cod. pen.,sollevata in riferimento agli artt. 3, 107, secondo comma e 110 Cost.).

    Art. 9 c.p. · Art. 11 c.p. · Art. 3 cost. · Art. 107 cost.

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  • Sentenza n. 69/1976

    Questione infondata
    8 aprile 1976

    Il divieto del "ne bis in idem" con riferimento alle sentenze pronunciate all'estero non ha il valore di principio comune alla generalità degli ordinamenti statuali moderni, e non può pertanto considerarsi come una delle "norme del diritto internazionale generalmente riconosciute", a cui l'ordinamento italiano si conforma giusta il disposto dell'art. 10 della Costituzione. L'ordinamento italiano, come quelli della maggior parte degli Stati moderni, si ispira ai principi della territorialità ed obbligatorietà generale della legge penale, secondo i criteri stabiliti dagli artt. 6 e seguenti del codice penale; e in particolare prevede la punibilità anche dei delitti comuni commessi all'estero, sia da cittadini sia da stranieri, quando il reo sia presente nel territorio italiano, nei casi e alle condizioni indicate negli artt. 9 e 10, con la possibilità di rinnovamento del giudizio, indipendentemente dall'esito del processo già svoltosi all'estero, la cui sentenza, anche di proscioglimento, non ha efficacia preclusiva all'applicazione della legge penale italiana. Questi principi, a cui si informano entrambe le disposizioni del primo e del secondo comma dell'art. 11, hanno una obiettiva giustificazione nella difforme realtà della disciplina penale e processuale penale nei diversi ordinamenti giuridici positivi. - v. S. n. 48/1967.

    Art. 11 c.p. · Art. 10 cost. · Art. 24 cost.

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  • Sentenza n. 1/1973

    Questione inammissibile
    1 febbraio 1973

    È inammissibile, per difetto di rilevanza, la questione di legittimità costituzionale, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dell'art. 11 cpv. cod. pen., laddove dispone che, per i reati commessi all'estero ed ivi già giudicati, il rinnovamento del giudizio abbia luogo in seguito a richiesta del Ministro della giustizia, ove tale richiesta sia già intervenuta nel giudizio a quo. Infatti, l'art. 3 cpv. cod. pen. dispone che la legge penale italiana obbliga, nei casi in essa previsti, anche coloro che si trovano all'estero, sicché la eventuale illegittimità dell'art. 11 cpv. cod. pen. determinerebbe la obbligatoria rinnovazione del giudizio in Italia indipendentemente dalla richiesta del Ministro della giustizia, rinnovazione già in atto nel giudizio a quo. La medesima questione sarebbe, viceversa, rilevante se proposta dal giudice istruttore cui il pubblico ministero abbia chiesto, in seguito a rapporto dell'ufficiale o agente di polizia giudiziaria, la dichiarazione di non doversi procedere per mancanza della richiesta del ministro.

    Art. 11 c.p. · Art. 3 cost.

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Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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urn:nir:stato:regio.decreto:1930-10-19;1398~art11 · fonte del testo