Art. 105 c.p. — Professionalità nel reato

Chi, trovandosi nelle condizioni richieste per la dichiarazione di abitualita', riporta condanna per un altro reato, e' dichiarato delinquente o contravventore professionale, qualora, avuto riguardo alla natura dei reati, alla condotta e al genere di vita del colpevole e alle altre circostanze indicate nel capoverso dell'articolo 133, debba ritenersi che egli viva abitualmente, anche in parte soltanto, dei proventi del reato.

Testo vigente dal 26 ottobre 1930

Corte di cassazione

1 massima che riguarda l’art. 105 c.p., dalle Rassegne del Massimario.

Leggi la massima nel Massimario

Corte costituzionale

1 pronuncia ha deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Sentenza n. 19/1974

    Questione infondata
    30 gennaio 1974

    È senz'altro da escludere che l'art. 25 della Costituzione possa interpretarsi nel senso che consenta l'applicazione delle misure di sicurezza solo in via alternativa alla pena e che perciò, se correlate a fatti costituenti reato, per i quali vi è già previsione di pena, tali misure debbano considerarsi illegittime. È pertanto infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata in base a tale assunto (che oltretutto comporterebbe l'incostituzionalità dell'intero sistema delle misure di sicurezza quale risulta dal codice penale) riguardo alla irrogazione di misure di sicurezza per effetto della dichiarazione di abitualità e professionalità nel reato, prevista dagli artt. 102, 103, 105, 109, 204, 216, nn. 1 e 2, e 217 codice penale.

    Art. 102 c.p. · Art. 103 c.p. · Art. 105 c.p. · Art. 109 c.p.

    Leggi la pronuncia
Altre pronunce che richiamano l’articolo (3)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Citate insieme nelle massime

Le norme che le massime della Cassazione e della Consulta indicano accanto a questa nei riferimenti normativi.

Richiamate nel testo

Gli articoli che questa norma nomina.

Rinviano a questo articolo

Gli articoli che nel proprio testo richiamano questo.

Sullo stesso tema

Articoli vicini per contenuto, trovati dall’indice del sito: una somiglianza, non un rinvio.

Approfondimenti

Dai lavori con cui il legislatore illustrò la norma: una fonte d’epoca, non un commento attuale.

  • Alla Commissione parlamentare non piacque l'espressione: delinquente professionale (art. 105); essa propose di sostituirla con l'altra: «delinquente per mestiere», la professione essendo troppo degna di rispetto perchè possa designare una categoria di delinquenti. Se degne di rispetto sono le professioni, non meno degni sono i mestieri; ma il vero è che vi sono professioni e mestieri leciti, e professioni e mestieri illeciti. Vi è, ad esempio, la professione sanitaria legittimamente esercitata, e vi è la professione sanitaria esercitata delittuosamente: nell'un caso e nell'altro l'attività non perde il suo carattere professionale. Dunque, se una professione può essere delittuosa, non è il caso di formalizzarsi se si parla di delinquenza professionale per altri rapporti. Del reato, con l'aggettivo «professionale» non si vuole alludere all'esercizio di una professione, ma allo scopo dell'esercizio professionale, che è quello di procacciarsi i mezzi per soddisfare ai propri bisogni. Il termine «delinquenti professionali» è poi comunemente accettato per designare la speciale categoria di persone della quale trattasi, e nessuno aveva mai immaginato ch'esso potesse tornare di disdoro per le professioni onestamente esercitate.

    Relazione al Codice penale (1930), n. 62

Versioni nel tempo

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urn:nir:stato:regio.decreto:1930-10-19;1398~art105 · fonte del testo